«Spero di tutto cuore che questo sia l’ultimo libro che viene bruciato nella mia città»: è una delle ultime battute de I custodi del libro di Geraldine Brooks, un romanzo che racconta la vicenda di un manoscritto prezioso, l’Haggadah di Sarajevo, sopravvissuto alla guerra grazie al coraggio di un bibliotecario musulmano. A questa storia si affianca quella di Hanta, il protagonista di Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal, costretto per mestiere a schiacciare libri destinati al macero, ma capace di intravedere nei frammenti di carta un’inesauribile forma di resistenza.
Da queste suggestioni letterarie prende vita Storie di carta, uno spettacolo di teatro-danza che attraversa le tracce della memoria scritta per riflettere sul valore della cultura e sulla fragilità della libertà di parola, declinando questi concetti in un linguaggio coreografico dove la materia dei libri diventa corpo, gesto, memoria.