Teatro Trianon Viviani

Forcella

Teatro Trianon Viviani

Forcella, un quartiere nel cuore di Napoli che amiamo molto e che stiamo coccolando, insieme alla Città metropolitana e l’Altra Napoli, e con l’aiuto prezioso dell’associazione dei commercianti A’Forcella.
Dove c’è un teatro arriva cultura e bellezza e non può esserci un teatro che non intrecci la sua storia con la storia del quartiere. Il Trianon Viviani diventerà il cuore pulsante di Forcella, dando vita in tutta la città, in qualità di polo culturale, alla riqualificazione di uno dei più antichi, nobili e popolari quartieri di Napoli.
Io sono dell’avviso che il nostro salotto buono non è solo quello che abbiamo nelle nostre case, ma è in ogni angolo delle nostre città, e Forcella è il nostro migliore luogo di incontro e, per questo, abbiamo ripulito il Cippo di Forcella, che era diventato una pattumiera, l’Altra Napoli ha dato luce a due antiche e bellissime fontane del quartiere, la “Scapigliata” e il “Capone”. Grazie al sindaco Luigi de Magistris, siamo riusciti a pedonalizzare la piazza antistante al teatro. Grazie anche all’assessore Luigi Felaco e alla passione dell’assessore Alessandra Clemente, il nostro pubblico avrà un parcheggio convenzionato e a noi dedicato, vicino a castel Capuano. Non appena potremo riaprire, il Trianon Viviani offrirà al pubblico una buvette, esterna e interna, curata dell’associazione commercianti di A’Forcella, e – attraverso un apparecchio dotato di app, posizionato sui tavoli – il pubblico potrà assaggiare le leccornie che offrono i ristoranti, le pizzerie, la gelateria e i bar che hanno reso già famoso il quartiere in tutta Napoli.
Un grande ringraziamento da parte di tutto lo staff del teatro, della Regione e della Città metropolitana, nonché mio in modo particolare, va a un grande generoso artista campano diventato un artista riconosciuto a livello internazionale, Mimmo Paladino. Mimmo ha donato al Trianon Viviani l’invenzione grafico-artistica del nostro nome, che, grazie alla sua arte, è diventata un’insegna con lettere danzanti sulla facciata del nostro teatro. Ci ha regalato anche due opere luminose di grande bellezza e pregio, realizzate dallo studio Reduzzi, che ringrazio con affetto. Due fari della nostra cultura che resteranno sempre accesi a indicare che la strada dell’arte è perennemente viva e brillante nei nostri cuori e nei nostri pensieri. Con amore e immensa stima, Mimmo, il teatro Trianon Viviani Ti ringrazia.

Marisa Laurito
Direttore artistico Teatro Trianon Viviani

Forcella è un quartiere popoloso, ricco di vita, colori, storia e leggende, che insiste sull’area orientale dei Decumani, gli assi viarî della città magnogreca di Neapolis.
Qui, nel cuore più antico del centro storico partenopeo – dichiarato nel 1995 patrimonio mondiale dell’Unesco – convivono da sempre culture diverse. Come ricorda il toponimo di via Giudecca vecchia, a Forcella è attestato l’insediamento di una comunità ebraica già nel I secolo d.C., prima della Diaspora successiva alla distruzione del Tempio di Gerusalemme.
Il nome ha origine dalla biforcazione del decumano inferiore greco-romano, comunemente detto “Spaccanapoli”, che ricorda, per l’appunto, le fattezze di una forcella. Secondo fonti accreditate, il quartiere è stato sede della Scuola pitagorica. Per gli adepti della scuola la lettera “Y”, che simboleggia la forcella, nel divergere in due rami, richiama emblematicamente la scelta degli opposti sentieri che portano l’uomo verso il vizio o la virtù.
Di qui la denominazione del quartiere e lo stemma del Sedile, che, con il motto “Ad bene agendi nati sumus” (“Siamo nati per fare il bene”), campeggia sul portale d’ingresso della chiesa duecentesca di sant’Agrippino.
Fedele a questo motto, il quartiere ha ospitato nel tempo varie istituzioni dedicate all’infanzia abbandonata, alla condizione femminile e agli indigenti: dal brefotrofio dell’Annunziata con la ruota degli Esposti, ai conventi, non più esistenti, dedicati a due prostitute redente, la Maddalena e santa Maria Egiziaca, all’attività tuttora operante dell’augustissima compagnia della Disciplina della santa Croce, la prima arciconfraternita laica della città.
Dal secondo dopoguerra vi si sviluppa il mercato nero, che sfrutta la prossimità con il porto, mentre Forcella diventa sempre più una periferia urbana. In questo secolo l’assassinio di Annalisa Durante e di Maicol Giuseppe Russo, due giovani vittime innocenti della camorra, ha scosso le coscienze e dato nuovo impulso all’iniziativa di istituzioni pubbliche, come il Trianon Viviani, e private, nonché di una consistente rete di associazioni, per un riscatto sociale all’insegna dei valori e dell’affermazione della legalità, che traguarda un nuovo futuro riscoprendo Forcella con la sua storia, più che bimillenaria, e il suo grande patrimonio archeologico, monumentale, artistico e culturale, nonché gastronomico, in particolare per la presenza di pizzerie storiche dove, da generazioni, si celebra l’arte tradizionale del pizzaiuolo napoletano, patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco.

siti archeologici

  • complesso di Carminiello ai Mannesi
  • Cippo a Furcella
  • torre della Sirena

chiese e istituzioni religiose

monumenti

  • castel Capuano
  • fontane della Scapigliata e del Capone

archivi, musei e biblioteche

  • archivio storico del Banco di Napoli
  • museo del tesoro di san Gennaro
  • museo Pio monte della Misericordia
  • biblioteca Annalisa Durante

scuole

  • istituto comprensivo statale Adelaide Ristori – Annalisa Durante
  • scuola cardinale Corrado Ursi e centro polifunzionale
  • Casa di Vetro

istituzioni e associazioni

  • fondazione Banco di Napoli
  • fondazione Trianon Viviani
  • fondazione di comunità del centro storico di Napoli
  • l’Altra napoli, onlus
  • Legambiente – parco Letterario del Vesuvio, associazione di promozione sociale
  • consulta delle associazioni e delle organizzazioni di Volontariato della Seconda Municipalità
  • associazione Annalisa Durante
  • Femminile Plurale, associazione
  • Fiab Napoli Cicloverdi, associazione di promozione sociale
  • associazione dei commercianti A’Forcella
  • Asso.Gio.Ca. – associazione Gioventù cattolica
  • Manallart, associazione di promozione sociale
  • Meti, cooperativa sociale
  • ParteNapoli, associazione
  • Samb e Diop, associaizone
  • i Teatrini, associazione
  • associazione amici di Carlo Fulvio Velardi
  • Orchestra di Forcella

bibliografia

  1. Valeria Alinovi – APPuntamento a Forcella! : Racconto della prima Zona NTL di Napoli promossa dall’Associazione Annalisa Durante: storia, arte e cultura nei luoghi della carità e della giustizia, Napoli, Napoli Pop-up edizioni ambulanti, 2018-2019
  2. Giovanni Ansaldo – Passeggiata napolitana, Sorrento, Franco Di Mauro, 1998
  3. Giovanni Artieri – Napoli nobilissima : uomini, storie, cose di una città, Milano, Longanesi, 1955
  4. Thomas Belmonte – La fontana rotta : vite napoletane: 1974, 1983, Roma, Meltemi, 1997
  5. Jean-Marc Caimi, Valentina Piccinni – Forcella, 2015
    caimipiccinni.com/Forcella_book_flip.m4v
  6. Francesco Cangiullo – Le vie della città : settembre-febbraio, Napoli, Tommaso Pironti, 1937
    identitainsorgenti.com/linedito-forcella-la-strada-dei-baraccari-dei-pannaioli-e-del-trianon-di-cafiero-fumo-in-un-racconto-di-80-anni-fa-di-cangiullo
  7. Vittorio Del Tufo, Sergio Siano – L’Uovo di Virgilio : dentro Napoli: la memoria dei luoghi, Napoli, Rogiosi, 2019
  8. Alexandre Dumas – Il Corricolo : impressioni di viaggio, Napoli, il Mezzogiorno, 1923
  9. Gennaro Aspreno Galante – Guida sacra della città di Napoli, Napoli, stamperia del Fibreno, 1872
  10. Ivano Iannelli – La Chiesa di Sant’Agrippino a Forcella: verso una memoria ritrovata, Napoli, Intra moenia, 2005
  11. Elviro Langella e Antonio Balestra (a cura di) – Solstizio d’Estate a piazza Forcella, Napoli, il Viaggio in Sogno, 2018
  12. Norman Lewis – Napoli ’44, Milano, Adelphi, 1993
  13. Curzio Malaparte – La pelle, Roma-Milano, Aria d’Italia, 1949
  14. Paolo Miggiano – Ali spezzate: Annalisa Durante: morire a Forcella a quattordici anni, Trapani, Di Girolamo, 2015
  15. Giuseppe Nicodemo – Memorie storiche artistiche della chiesa e simulacro di S. Maria della Stella sita nel vico Paparelle a Forcella, Napoli, stab. tip. Lanciano e D’Ordia, 1890
  16. Giuseppe Nicodemo – Cenno storico-critico sulla origine della Chiesa e Congrega di San Bonifacio sita al largo dell’Olmo a Forcella… : letta nell’adunanza del 2 marzo 1882 dal confratello Giuseppe Nicodemo, Napoli, tip. editr. degli Accattoncelli, 1882
  17. Anna Maria Ortese – Il mare non bagna Napoli, Torino, Einaudi, 1953
  18. Vittorio Paliotti – Forcella, la kasbah di Napoli, Napoli, Bideri, 1970
  19. Vittorio Paliotti – Forcella : la strada che nel dopoguerra salvò Napoli dalla fame ma che divenne ostaggio della camorra, Napoli, Pironti, 2005
  20. Giuseppe Perna – La Favola di Ercole : Il Tempio della Virtù a Forcella, Napoli, Napoli Pop-up edizioni ambulanti, 2020
  21. Giuseppe Porcaro – Napoli gran teatro, Napoli, edizioni del Delfino, 1973?
  22. Domenico Rea – Il fondaco nudo, Milano, Rusconi, 1985
  23. Matilde Serao – Il paese di cuccagna, Milano, fratelli Treves, 1920
  24. Pietro Treccagnoli – La pelle di Napoli : voci di una città senza tempo, Milano, Cairo, 2016
  25. Elisabetta Valentini, Simona Filippini, Claudia Origoni – Alza gli occhi e guarda. Immagini di due quartieri di Napoli tra contrasti e nascoste potenzialità: Sanità e Forcella, Napoli, Intra Moenia, 2005

siti archeologici

      1. complesso di Carminiello ai Mannesi

Un’incursione aerea nel 1943 distrusse la chiesa di santa Maria del Carmine ai Mannesi, situata tra via Carminiello ai Mannesi e via Duomo. Dalle macerie di questa piccola chiesa del Cinquecento, che inglobava una chiesa medievale, emerse una parte di un antico complesso termale di epoca romana, con vasche in marmo e una raffigurazione del dio Mitra.

Il sito ha un grande valore storico e culturale in quanto presenta elementi appartenenti a epoche diverse, tra cui un ambiente absidato rettangolare con pavimento a tessere bianche e nere che probabilmente faceva parte di un’abitazione privata di età repubblicana.

Il complesso prende il nome di Carminiello ai Mannesi dalla strada omonima in cui sorge, dove il termine “Carminiello” indicava le dimensioni modeste della chiesa e “Mannesi” fa riferimento ai costruttori di carri che lavoravano in quella zona.

       2. Cippo a Furcella

S’arricorda ‘o Cippo a Furcella!” (“Risale al tempo del Cippo a Forcella”) è l’espressione tipica partenopea per indicare qualcosa di molto antico se non vetusto e fa riferimento ai resti della cinta muraria di epoca magnogreca dell’antica Neapolis, probabilmente antecedenti al III secolo a.C., presenti in piazza Vincenzo Calenda, già piazza delle Mura greche, di fronte al teatro Trianon Viviani.

Questa testimonianza archeologica della porta Furcillensis o Herculanensis è stata ritrovata durante i lavori del Risanamento.

Il Trianon Viviani ha “adottato” questo monumento, assicurandone la manutenzione ordinaria grazie a un protocollo d’intesa con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio per il comune di Napoli e l’Amministrazione comunale.

  • indirizzo piazza Vincenzo Calenda – 80139 Napoli

     3. torre della Sirena

I lavori di ristrutturazione, effettuati tra il 2000 e il 2002, che hanno riportato il Trianon Viviani alla dimensione originaria di teatro, dopo essere stato trasformato in cinema, hanno completamente riportato alla luce una torre della cinta urbica di Neapolis, posta a guardia della porta Furcillensis o Herculanensis.

Situata in un angolo a ridosso della platea, questa è l’unica torre in elevato di origine greca in Campania. La colonna in tufo, che si eleva per oltre due metri, è probabilmente antecedente al III secolo a.C..

Il teatro l’ha intitolata a Parthenope, per ricordare il mito fondativo della città e il potere magico del canto della sirena.

chiese e istituzioni religiose

   4. Duomo

Il duomo è la cattedrale metropolitana di santa Maria Assunta.

La basilica monumentale ospita il rito dello scioglimento del sangue di san Gennaro. Il prodigio del santo patrono, il cui sangue è custodito nella reale cappella del Tesoro, richiama, soprattutto il 19 settembre, tanti fedeli e curiosi di tutte le età.

Il complesso religioso fu costruito da Carlo II d’Angiò in accordo con l’arcivescovo Giacomo da Viterbo. I lavori, che inglobarono la basilica di santa Restituta, con il battistero di san Giovanni in Fonte, furono completati nel 1313 sotto il regno di Roberto d’Angiò detto il Saggio. Nel corso degli anni, l’edificio religioso subì vari cambiamenti sia per i lavori di ampliamento che di ricostruzione per i danni causati dai vari terremoti. In seguito al terremoto del 1349, la facciata fu distrutta e ricostruita in stile gotico e nel 1877 l’architetto Errico Alvino iniziò i lavori di ricostruzione in stile neogotico, ma il progetto rimase incompiuto. Dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, furono effettuati nuovi restauri, che portarono alla luce resti archeologici romani, greci e alto-medievali.

Particolare importanza ha la cappella del Succorpo, realizzata nel 1497 per volere del cardinale Oliviero Carafa, considerata la maggiore opera del rinascimento napoletano.

    5. basilica della santissima Annunziata maggiore

La basilica fa parte di un vasto complesso monumentale costituito in origine, oltre che dalla chiesa, da un ospedale, un convento, un ospizio per i trovatelli e un conservatorio per le esposte. Su via dell’Annunziata, era posta la ruota dove venivano introdotti gli “esposti”, i neonati abbandonati dalle madri perché illegittimi o che vivevano in condizioni di povertà. Da qui deriva il cognome napoletano più diffuso, ovvero Esposito. La ruota, chiusa nel 1875, e l’ambiente dove venivano ricevuti sono stati restaurati e sono visitabili.

La prima chiesa, realizzata nel XIV secolo, fu edificata in una zona antistante l’attuale ospedale pediatrico subì varie modifiche e fu in parte distrutta da un grande incendio nel 1757. Andarono perduti anche i sepolcri marmorei ospitati dei Carafa, dei Caracciolo e di altre importanti famiglie gentilizie della città.

Luigi Vanvitelli curò i lavori di ristrutturazione incorporando gli ambienti cinquecenteschi nell’attuale struttura e l’opera fu completata dal figlio Carlo. Per far sì che le celebrazioni religiose continuassero durante i lavori, Luigi Vanvitelli realizzò nei sotterranei, in corrispondenza della cupola, la chiesa del Succorpo. L’ambiente a pianta circolare presenta sei nicchie-altare in cui Vanvitelli sistemò alcune delle sculture salvate dall’incendio.

     6. chiesa di sant’Agostino alla Zecca e chiostro

La chiesa, che sorge nella via omonima, fu eretta nel Duecento su un precedente convento di monache, subendo nel corso dei secoli varie trasformazioni.

È una delle chiese più grandi della città e, a ridosso dell’altare maggiore, ospita la tomba monumentale di Niccolò Jommelli, uno dei maggiori compositori del Settecento musicale partenopeo.

Dopo i danni subiti dal terremoto del 1980, è chiusa e vive in uno stato di abbandono.

Inglobato nel palazzo Ascarelli, l’edificio ottocentesco del Risanamento in corso Umberto I, il chiostro è in stile barocco e a pianta quadrata e presenta sedici colonne che reggono archi a tutto sesto con i busti dei santi agostiniani. Nel chiostro si svolgevano le assemblee del seggio del Popolo e, probabilmente, per limitarne il potere, Alfonso d’Aragona voleva distruggerlo e ampliare la piazza della Sellaria. Ne seguirono scontri e tumulti e nel 1495 Carlo VIII conferì al Popolo il diritto di radunarsi nel sito. Sempre nel chiostro si originò la ribellione all’Inquisizione spagnola del 1547 e fu celebrato il processo postumo a Masaniello nella sala capitolare che oggi porta il suo nome.

  • indirizzo della chiesa via sant’Agostino alla Zecca – 80139 Napoli
  • indirizzo del chiostro (proprietà privata) corso Umberto I, 174 – 80138 Napoli

    7. chiesa di sant’Agrippino

Edificata nel X secolo, in omaggio al primo patrono di Napoli e sesto vescovo della città, nel Duecento la chiesa fu trasformata per volontà di alcune famiglie nobiliari del seggio di Forcella, per essere poi ristrutturata, nel 1758, nel gusto dell’epoca, con decorazioni in stucco della navata e sopraelevazione del pavimento.

Molti elementi del decoro sono andati persi dopo i bombardamenti del 1943. Prima di questa parziale distruzione, la facciata presentava stipiti intagliati che rappresentavano i santi patroni di Napoli, tra cui sant’Agrippino, mentre l’architrave recava l’incisione della “Y”, simbolo del seggio di Forcella. Oggi è ancora possibile ammirare il portale del XV secolo attribuito alla scuola di Donatello.

Nel suggestivo ipogeo ospita un Ecce Homo del XIX secolo e un crocifisso in legno del Duecento.

  • indirizzo via sant’Agostino alla Zecca, 90 – 80139 Napoli

    8. chiesa di sant’Arcangelo a Baiano

Il toponimo nel nome della chiesa deriva forse dal fatto che la zona era abitata da persone provenienti da Baia, o dalla presenza della nobile famiglia Baiani del seggio di Montagna.

La struttura poteva godere di cospicue donazioni da parte degli angioini e in essa venivano accolte solo donne appartenenti a prestigiose famiglie nobili, tra cui Maria d’Aquino, figlia del re Roberto d’Angiò.

Nel 1577 il monastero annesso fu soppresso. Le monache benedettine furono accusate di aver commesso gravi atti immorali, partecipando addirittura a orge con i loro amanti all’interno del monastero. Intervennero quindi monaci esorcisti per liberare il convento dal male oscuro del demonio e le monache trasferite in altri conventi della città.

La storia fu ripresa nel 1829, in un libello francese anonimo di successo, che taluni attribuirono a Stendhal, Le couvent de Baïano : chronique du Seizième siècle, poi tradotto in italiano nel 1860.

  • indirizzo via sant’Arcangelo a Baiano, 40 – 80139 Napoli

    9. chiesa delle Crocelle ai Mannesi

L’attuale chiesa delle Crocelle ai Mannesi, dedicata a san Francesco d’Assisi, risale alla ristrutturazione dell’architetto Filippo Botta, avvenuta nel 1882.

La struttura è a pianta rettangolare e presenta un’unica navata. Riesce a coniugare elementi neogotici, come il portale d’accesso e le bifore, a quelli neoclassici, come i frontoni triangolari situati sopra il portale e al vertice della facciata.

La chiesa originaria era stata edificata nel 1638 dai crociferi, l’ordine ospedaliero, attivo tra il Duecento e il Seicento, il cui nome derivava dalla croce indossata sul petto e sul mantello. L’edificio, costruito grazie alle donazioni di alcune famiglie nobili, prendeva il posto della preesistente chiesa abbattuta di santa Maria di Porta Cœli. Nel 1870, per i lavori del Risanamento che allargavano via Duomo, la chiesa era stata quindi in parte abbattuta e le opere principali che ospitava traslate nella nuova sede dell’ordine, la chiesa del Divino amore.

Messa in vendita dal Comune, la chiesa è stata acquistata nel 2001 da una società immobiliare locale, che intende ristrutturarla e trasformarla in uno spazio museale.

  • indirizzo piazzetta Crocelle ai Mannesi – 80138 Napoli

    10. chiesa parrocchiale di san Giorgio maggiore

L’edificio originario era costituito da una chiesa paleocristiana, costruita tra la fine del IV secolo e gli inizî del V.

Inizialmente era denominata la “Severiana”, in onore del vescovo san Severo di Napoli, che volle la sua fondazione, le cui spoglie sono oggi conservate sotto la mensa dell’altare maggiore della chiesa. Nel IX secolo fu poi intitolata al santo martire guerriero Giorgio.

Nel 1640 un incendio distrusse una parte dell’edificio e Cosimo Fanzago curò i lavori di ristrutturazione, spostando l’ingresso dal lato del catino absidale della primitiva chiesa. Durante i lavori del Risanamento, per allargare via Duomo, fu eliminata una delle tre navate (quella sul lato destro).

Nel 1992, dietro all’altare maggiore, fu ritrovato un grande affresco di Aniello Falcone del Seicento raffigurante san Giorgio, che su un cavallo bianco, uccide il drago liberando una donna.

    11. chiesa di santa Maria Egiziaca all’Olmo

La chiesa con l’annesso convento fu fondata nel 1342 per volontà della regina Sancha d’Aragona, perché il vicino monastero della Maddalena era divenuto angusto per ospitare le donne traviate.

Tra la fine del Cinquecento e gli inizî del Seicento, il convento subì una trasformazione per adeguarsi alle nuove norme della Controriforma, per cui cambiò il refettorio e la chiesa fu arricchita con opere d’arte. Dal 1683 iniziarono nuovi lavori e la struttura divenne a pianta ovale con tre cappelle per lato. In questa chiesa, che è uno dei più interessanti esempi dell’architettura barocca partenopea, è possibile ammirare importanti dipinti di Luca Giordano, Francesco Solimena e Andrea Vaccaro.

Negli anni Trenta del Novecento il convento fu trasformato nell’ospedale cardinale Alessio Ascalesi, il nosocomio inserito nel Polo oncologico mediterraneo.

    12. chiesa e complesso monumentale di santa Maria della Pace

La chiesa fu chiamata santa Maria della Pace affinché la vergine Maria concedesse la pace a tutti i fedeli. Questa era la volontà dei frati ospedalieri di san Giovanni di Dio che nel 1587 acquistarono il palazzo della famiglia Caracciolo, sito in via dei Tribunali.

Nel 1629 furono iniziati i lavori dell’edificio adattandolo da ospedale a chiesa, che si presenta a croce latina con tre cappelle per lato. Sulla sinistra del vestibolo, troviamo lo scalone che conduce alla sala del Lazzaretto, dove venivano accolti i lebbrosi e gli appestati.

Qui ha operato Giuseppe Moscati, passato alla storia come “il medico dei poveri”, che visitava i pazienti entrando in contatto diretto con loro senza paura di possibili contagi. Uomo nel valore della carità e nel fare del bene al prossimo, è diventato santo il 25 ottobre 1987 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II.

    13. chiesa di santa Maria a Piazza

Costruita in epoca altomedievale, la chiesa di santa Maria a Piazza è in via Forcella, di fronte alla chiesa di sant’Agrippino. Nel 1924 furono avviati i lavori di ampliamento della strada e a causa di ciò l’edificio religioso è stato ridotto ad una campata. Con i lavori del Risanamento, è andato perso anche il campanile appartenente all’età preromanica.

La facciata, di forma quadrata, presentava delle finestre ai lati del portale e un supportico.

All’interno sono custoditi due crocifissi lignei, uno del XIII secolo e un altro proveniente dalla chiesa di sant’Agrippino. I dipinti del XVII secolo raffiguranti la sacra Famiglia e la Natività sono andati perduti. Alcuni reperti antichi, come ad esempio la lapide sepolcrale del duca di Napoli Buono risalente all’834, sono stati trasferiti nel Duomo.

  • indirizzo via Forcella – 80139 Napoli

    14. chiesa di santa Maria a Sicola

Nel 1275 Pietro Leone Sicola, nobile del quartiere Forcella e capo della cancelleria di Carlo I d’Angiò, fece costruire l’edificio religioso con annesso un conservatorio. Alcuni anni dopo il re Ladislao I di Durazzo guarì miracolosamente da una forma grave di sciatica dopo aver pregato di fronte la sacra immagine della Vergine collocata nella chiesa di santa Maria a Sicola.

Negli anni successivi, i sovrani angioini continuarono a recarsi nella chiesa ogni sabato in pellegrinaggio. Secoli dopo, l’istituto religioso per fanciulle e l’intero complesso furono trasferiti nel rione Sanità edificando la chiesa di santa Maria Antesæcula.

Oggi purtroppo la chiesa vive in un totale stato di abbandono e degrado e ne restano poche tracce, tra cui una parte di un antico portone di ingresso.

  • indirizzo vico santa Maria Antesæcula ai Caserti – 80139 Napoli

    15. chiesa di san Nicola dei Caserti

La chiesa di san Nicola dei Caserti è situata nella strada omonima ed è stata realizzata nel XIII secolo, dove era collocato un tempo un ginnasio della polis greca.

Nel 1636 l’edificio venne affidato ai preti dottrinarî e subì alcuni lavori di restauro realizzati in stile barocco. Ancora oggi è possibile notare sulla facciata i danni che la chiesa ebbe per i bombardamenti della Seconda guerra mondiale e del terremoto del 1980.

La chiesa presenta una navata unica con cappelle laterali e la cupola accoglieva importanti opere artistiche, come ad esempio L’estasi di san Nicola di Giuseppe Simonelli.

  • indirizzo via san Nicola dei Caserti, 63 – 80139 Napoli

    16. augustissima compagnia della Disciplina della santa Croce

La prima arciconfraternita laica nata nel centro storico di Napoli è l’augustissima compagnia della Disciplina della santa Croce.

L’istituzione è nata nel 1290 e da subito ha lavorato per il bene della collettività, offrendo assistenza agli indigenti, in linea con il motto del sedile di Forcella che recita “Ad bene agendum nati sumus”.

Tante le figure nobiliari e politiche importanti che ne hanno fatto parte, tra cui i papi Pio IX, Leone XIII e Pio X, e personalità del mondo della cultura, come Jacopo Sannazaro.

La chiesa della compagnia fu edificata nel 1420 come sede della confraternita. Dal 1485 al 1551 fu chiusa al culto perché, nel giardino del complesso, fu ordita la congiura dei baroni contro il re Ferrante I di Napoli.

L’edificio ha subìto varie modifiche e della struttura originaria fa parte il chiostro, che originariamente accoglieva un agrumeto e affreschi del XIII secolo raffiguranti la storia di Gesù. Oggi ne se conserva solo una scena mentre la facciata della chiesa è di epoca settecentesca.

  • indirizzo vico dei Tarallari – 80139 Napoli

monumenti

    17. castel Capuano

Situato allo sbocco del decumano maggiore, castel Capuano è uno degli edificî fortificati più antichi di Napoli, costruito intorno al 1150 su volere del re di Sicilia Guglielmo I Il Malo, figlio di Ruggiero il Normanno.

Il castello, realizzato su una preesistente struttura fortificata di epoca bizantina, era posizionato a difesa di porta Capuana, da cui prende il nome. Intorno al 1240 Federico II di Svevia vi risiedeva durante i suoi soggiorni a Napoli, mantenendovi la natura militare della struttura, mentre Carlo I d’Angiò nel 1266 preferiva costruire e alloggiare a castel Nuovo. Da quel momento, castel Capuano diveniva la residenza saltuaria di prìncipi e reggimenti reali, come Carlo V, di cui ancora oggi è visibile lo stemma con l’aquila ad ali spiegate sull’ingresso dell’edificio. Verso il 1540, il viceré Pedro de Toledo, il cui stemma è nell’angolo della facciata nord-est, decideva di trasferirvi tutte le corti di giustizia, dando vita alla sua lunga storia di sede del tribunale, terminata nel 1995 con il trasferimento degli ufficî giudiziarî nella cittadella al centro direzionale.

Nella sala dei Busti, al secondo piano, vi sono sculture in marmo a mezzo busto in onore dei principali giuristi napoletani e i tre lati del salone sono decorati con affreschi di Cacciapuoti raffiguranti le personificazioni delle dodici Province del Regno di Napoli. Le sale della Corte d’Appello sono caratterizzate da opere di notevoli dimensioni, come i dipinti rappresentanti la passione di Cristo.

    18. fontane della Scapigliata e del Capone

Situate in uno slargo di via Egiziaca a Forcella, di fronte l’ospedale Ascalesi, entrambe le fontane sono state realizzate tra il 1539 e il 1541 su volontà del viceré don Pedro de Toledo e su progetto dell’architetto Giovanni da Nola. Il forte getto d’acqua e l’ampiezza dei bordi delle vasche consentiva alle donne dell’epoca di poter lavare i vestiti nelle fontane.

In particolare, la fontana della Scapigliata era così chiamata per come il getto d’acqua si infrangeva sullo scoglio in pietra lavica posizionato al centro della vasca ellittica. Nella seconda metà del XIX secolo, tale pietra è stata sostituita da una colonna che regge uno stemma rivolto verso l’ospedale.

La fontana del Capone è così denominata in quanto l’acqua fuoriusciva dalla bocca di un grande mascherone. Originariamente erano presenti altri due mascheroni in bronzo, accanto a quello più grande in marmo bianco.

Recentemente entrambe le fontane sono state oggetto di un lavoro di restauro grazie all’intervento della fondazione Trianon Viviani, L’Altra Napoli onlus, l’associazione Agora e l’associazione dei commercianti del territorio A’Forcella, sotto la supervisione dell’assessorato al Verde urbano del Comune di Napoli e della Soprintendenza Archeologia, Belle arti per il comune di Napoli.

  • indirizzo via Egiziaca a Forcella – 80139 Napoli

 

    19. Gennaro, murale sul santo patrono eseguito da Jorit

Scendendo da Spaccanapoli per poi entrare a via Forcella, i passanti vengono colpiti da uno sguardo intenso e umano, rivolto verso l’alto, che li invita a scoprire uno dei quartieri più popolosi e vivi di Napoli.

È Gennaro, il murale, alto 15 metri, realizzato sulla facciata di un edificio affianco alla chiesa di san Giorgio maggiore, a due passi dal Duomo, che tre volte all’anno ospita il rito dello scioglimento del sangue del santo patrono napoletano.

Inaugurata il 19 settembre 2015, l’opera è dell’artista urbano Jorit, che, ispirandosi alla pratica di Caravaggio di usare come modelli persone del popolo, ha ritratto un operaio napoletano, suo amico, per restituire l’immagine di un san Gennaro sospeso nel tempo. Come in altre opere, l’autore ha marchiato le guance del personaggio ritratto con due strisce rosse, un rimando ai rituali magici/curativi africani e all’appartenenza a una tribù. Si tratta del segno distintivo che l’artista – vero nome Ciro Cerullo, di padre napoletano e madre olandese, classe 1990 –ha adottato dopo il suo viaggio in Africa per dare sempre più risalto alla raffigurazione realistica del volto umano.

Per la realizzazione dell’opera, offerta gratuitamente da Jorit, è stato operato un intervento di riqualificazione, sostenuto anche da una colletta condominiale.

  • indirizzo piazzetta Crocelle ai Mannesi – 80138 Napoli
  • sito web jorit.it

archivî, musei e biblioteche

    20. archivio storico del Banco di Napoli

Situata nella stessa sede della fondazione Banco di Napoli, in via dei Tribunali, nel cinquecentesco palazzo Ricca e nell’attiguo palazzo Cuomo, è uno degli archivi di documentazione bancaria più consistenti al mondo.

I documenti, raccolti in circa 330 stanze, raccontano la storia economica, sociale e artistica delle regioni meridionali, oltre che la struttura e l’evoluzione degli istituti di credito in esse operanti e i rapporti commerciali con le nazioni europee. I documenti sono tutti catalogati e possono essere consultati da studiosi e ricercatori su prenotazione.

La Fondazione ha realizzato anche un volume, che è possibile scaricare gratuitamente dal sito, in cui si illustra il percorso all’interno dell’Archivio storico e il suo voluminoso patrimonio.

    21. museo del tesoro di san Gennaro

Accanto al Duomo e alla cappella del Tesoro, troviamo l’ingresso al museo del Tesoro di San Gennaro, aperto al pubblico dal 2003.

La collezione, costituita da donazioni di devoti in circa settecento anni, presenta prestigiosi e ricchi gioielli, statue, busti, tessuti e dipinti. Particolare importanza, sia da un punto di vista artistico che religioso, ha il reliquiario per il sangue di san Gennaro che Roberto d’Angiò fece realizzare per le esposizioni al pubblico. Il reliquiario è formato da una teca in argento dorato e in epoca barocca venne aggiunta la base con corona con al centro uno degli smeraldi più grandi al mondo.

Le ampolle con il sangue del Santo sono collocate nel foro in alto del reliquiario, esposto ancora oggi durante le processioni. Un altro oggetto particolarmente prestigioso è rappresentato dalla mitra di san Gennaro, tempestata di diamanti, smeraldi e rubini, per simboleggiare rispettivamente la durezza della fede, la conoscenza e il sangue. L’opera del peso di diciotto chilogrammi fu commissionata dalla deputazione del Tesoro di san Gennaro ed è dotata di ammortizzatori che assorbono i colpi per un eventuale trasporto.

Il museo, oltre ad essere accessibile a persone disabili, offre gratuitamente un’app da scaricare sul cellulare che funge da guida multimediale con la voce narrante di Philippe Daverio.

 

    22. museo Pio monte della Misericordia

Nel 1602 sette nobili napoletani decidono di devolvere i loro averi e di impegnarsi insieme per offrire assistenza ai più bisognosi. Qualche anno dopo i nobili commissionano un’opera a uno degli artisti oggi più famosi nel mondo. Fu così che nel 1607 Caravaggio realizzò Sette opere di Misericordia corporale, un dipinto collocato sull’altare maggiore della cappella che racchiude in sé i valori e le azioni che il Pio monte ancòra oggi sostiene.

Lavorando a stretto contatto con tante realtà associative, l’istituzione porta avanti progetti rivolti al sociale per offrire assistenza alle fasce più deboli della popolazione. Attraverso attività culturali, riesce a sostenere le proprie iniziative e cura la valorizzazione del proprio patrimonio storico ed artistico.

Oltre la cappella, è possibile visitare la quadreria, che ospita dipinti di Stanzione, Pitloo e Luca Giordano, la sezione contemporanea con oltre quaranta opere di artisti, come Mimmo Paladino, l’archivio storico e la biblioteca. Accedendo dal sito web del Pio Monte, è possibile effettuare un tour virtuale completo.

    23. biblioteca Annalisa Durante

È il 2004 quando una pallottola vagante, durante un conflitto a fuoco tra esponenti della camorra, raggiunge e uccide la quattordicenne Annalisa Durante.

Dopo la morte della giovane, che abitava a Forcella insieme alla sua famiglia, suo padre Giovanni decide di reagire, di fare qualcosa per ricordare il suo amore per il quartiere e allo stesso tempo di creare qualcosa per i giovani. Il Comune di Napoli mette a disposizione l’ex Supercinema, già cinema Biondo, in via Vicaria vecchia, oggi conosciuto come spazio comunale Piazza Forcella e sede stabile della biblioteca Annalisa Durante, fondata dall’omonima associazione. Giovanni, infatti, inizia a raccogliere libri che possono essere consultati da chiunque e organizza un servizio di bookcrossing nel quartiere. Tanti i progetti e le collaborazioni che stanno fortificando il lavoro e la speranza del papà di Annalisa e dei membri dell’associazione.

scuole

    24. istituto comprensivo statale Adelaide Ristori

Situato in via Lucrezia d’Alagno, l’istituto riprende il nome dell’attrice dell’Ottocento Adelaide Ristori. Il plesso della scuola dell’infanzia è intitolato ad Annalisa Durante e collabora attivamente con l’associazione che ricorda la giovane vittima innocente di camorra nella realizzazione di laboratori musicali aperti agli studenti e alle loro famiglie

    25. scuola cardinale Corrado Ursi e centro polifunzionale

Corrado Ursi è stato cardinale e arcivescovo metropolita di Napoli dal 1966 fino alla sua morte nel 2003. Al centro della sua pastorale la “bonifica della miseria”, che portò alla costruzione di alloggi per i baraccati e istituti di formazione professionale per i giovani in cerca di lavoro.

Oggi la scuola paritaria dell’istituto figlie di sant’Anna, che opera da circa 50 anni a Forcella, porta il suo nome, accogliendo giovani dai 3 ai 15 anni provenienti spesso da contesti familiari difficili, marcando anche un impegno nell’educazione alla legalità.

    26. Casa di Vetro

Casa di Vetro è il progetto promosso dall’Altra Napoli onlus, che da anni realizza al rione Sanità iniziative per i giovani del quartiere, a sostegno delle attività dell’associazione amici di Carlo Fulvio Velardi.

La struttura realizzata, situata in via delle Zite, è una ex vetreria su due livelli, uno spazio abbandonato da oltre 20 anni e riqualificato. Oggi è un punto di aggregazione sociale per giovani del quartiere Forcella e di contrasto alla devianza giovanile, con attività ricreative, di doposcuola e di educazione musicale.

istituzioni e associazioni

A Forcella operano istituzioni pubbliche, come la fondazione Trianon Viviani, e private, nonché una vivace rete di associazioni, tutti impegnati a contribuire alla rigenerazione urbana del quartiere.

  • fondazione Banco di Napoli

Il lavoro della fondazione Banco di Napoli, attiva dal 1991, si concentra sull’area della ricerca scientifica, della formazione, della cultura e del volontariato.

Tra le principali attività, troviamo la cura e la valorizzazione dell’Archivio storico, il maggiore archivio bancario al mondo. Altro importante progetto è rappresentato da ilCartastorie, museo dell’Archivio storico del Banco di Napoli, nato per valorizzare l’enorme patrimonio di storie e di personaggi custodito nelle scritture degli antichi banchi pubblici napoletani. ilCartastorie offre percorsi formativi per le scuole e attraverso gli strumenti multimediali e la scrittura creativa riporta le vicende immortalate sulle pagine dei tomi dei documenti conservati dal 1573 a oggi.

La Fondazione dedica impegno e sostegno alla promozione della cultura attraverso convegni, laboratori e spettacoli teatrali. Inoltre offre borse di studio, abbonamenti teatrali agli studenti e tutto ciò che possa contribuire alla crescita culturale e sociale della comunità. L’istituto sostiene anche l’iniziativa Fa.Re. Comunità a Forcella che coinvolge le associazioni del territorio e ha lo scopo di formare “famiglie responsabili” per una comunità attiva ed educante a Forcella.

  • fondazione di comunità del Centro storico di Napoli

Nata sul modello della Cleveland Foundation, una delle realtà più importanti della filantropia comunitaria degli Stati uniti, la Fondazione prende vita nel 2010 per promuovere la cultura del dono e operare nel cuore del centro storico di Napoli.

L’obiettivo principale è la creazione di una comunità in cui è possibile far incontrare chi vuol donare e chi ha bisogno di sostegno. In questo modo, si cerca di valorizzare il senso di appartenenza al territorio e di far sì che la comunità impari ad affrontare e a risolvere i problemi insieme attraverso il dialogo e i progetti per il bene comune. Alcune iniziative sono rivolte ai minori e all’inserimento lavorativo per le fasce più deboli.

  • A’Forcella, associazione di imprenditori

A’Forcella è un’associazione costituita da un gruppo di imprenditori, che lavorano e sono attivi nel quartiere.

Le sue iniziative, realizzate in collaborazione con l’Altra Napoli, hanno lo scopo di promuovere la cultura, la storia e l’arte del territorio per restituirgli nuova luce e la giusta dignità e sostenere le azioni di riqualificazione urbana del quartiere.

  • Agora, associazione

Agora è un’associazione culturale che si occupa di promozione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale partenopeo, grazie a una affiatata ed eterogenea compagine associativa composta da archeologi, storici dell’arte, attori, scrittori, giornalisti, fotografi e consulenti esperti della comunicazione.

In particolare è impegnata nel recupero e nella valorizzazione di Forcella, uno dei quartieri più difficili della città, ma con il più alto potenziale di attestazioni archeologiche, artistiche e a forte vocazione turistica. Tra le numerose iniziative promosse, il contributo al recupero delle fontane cinquecentesche della “Scapigliata” e del “Capone”, i “percorsi teatralizzati” tra i vicoli e i fondaci, guidati anche dagli stessi abitanti del quartiere, e i progetti di riqualificazione urbana NeaPolisReStArt e Obiettivo Forcella.

  • l’Altra napoli, onlus

Un piccolo gruppo di amici, napoletani in buona parte residenti altrove, nel 2005 dà vita all’Altra Napoli onlus, scegliendo come simbolo un vulcano che sorge da un globo per rappresentare la volontà di raccogliere le idee e le energie dei “napoletani dentro”, ovunque essi vivano. Lo scopo è riscattare la città dal degrado e dall’illegalità per contribuire al suo sviluppo sociale, economico e culturale attraverso iniziative di riqualificazione urbanistica e valorizzazione del talento dei giovani.

Nel 2006 è stata inserita tra i progetti della Clinton Global Initiative, la fondazione di Bill e Hillary Clinton che promuove attività filantropiche e di sviluppo nel mondo.

  • Amici di Carlo Fulvio Velardi, associazione

Nel 2012 nasce l’associazione Amici di Carlo Fulvio Velardi per ricordare Carlo, il quindicenne precipitato l’anno prima a mare da una staccionata malferma. L’associazione svolge attività rivolte ad adolescenti in condizioni socio-economiche svantaggiate che risiedono prevalentemente nella zona Forcella-Maddalena-Annunziata-Duchesca.

Tali iniziative hanno lo scopo di sostenere i giovani nella crescita, nell’istruzione, nella formazione sportiva e di avviarli al mondo del lavoro. Tra le attività svolte doposcuola, cineforum per bambini e preparazione del Carnevale a Forcella.

    • indirizzo via Concezio Muzii, 13 – 80139 Napoli

  • Asso.Gio.Ca. – Associazione Gioventù cattolica

Nel 1997 un gruppo di giovani, che fanno capo alla parrocchia di sant’Eligio, decide di promuovere una serie di iniziative dedicate a bambini del quartiere Mercato e Pendino, all’insegna dei valori morali e sociali cristiani ispirati dal pensiero di san Giovanni Bosco. Questo stesso gruppo, dopo qualche anno, fonda l’associazione con la finalità di combattere la microcriminalità, l’evasione scolastica e la disoccupazione, le tre terribili piaghe di cui soffre in particolare il territorio.

L’attività, rivolta a bambini, giovani e famiglie, si svolge prevalentemente nell’area compresa tra piazza Mercato, l’antico borgo sant’Eligio, Forcella, i Quartieri spagnoli e il borgo degli Orefici.

  • consulta delle associazioni e delle organizzazioni di Volontariato della Seconda Municipalità

La consulta raggruppa le associazioni e organizzazioni che operano nella zona della Seconda Municipalità di Napoli per la realizzazione di progetti e iniziative rivolte a minori, extracomunitari e varie fasce deboli per contribuire allo sviluppo sociale, culturale, economico e artistico dell’area di riferimento.

La consulta opera quindi per la collaborazione e il dialogo anche con istituzioni esterne, per diffondere l’informazione sulle varie attività e la sensibilizzazione dei cittadini sui temi dell’ambiente e la legalità.

  • Annalisa Durante, associazione di promozione sociale

Il sogno di Annalisa, vittima innocente di camorra, era di vedere il suo quartiere Forcella ricco di bellezza e di turisti. Il suo sogno è diventato quello di suo padre Giovanni e delle tante persone che hanno fondato e lavorano all’associazione che porta il suo nome.

I progetti, che si svolgono prevalentemente nello Spazio Comunale Piazza Forcella per la promozione della legalità, vedono la stretta collaborazione di istituzioni scolastiche, realtà associative e culturali del territorio e sono destinati non solo agli abitanti del quartiere ma a far conoscere il patrimonio storico, artistico e culturale che lo contraddistingue. Baby reading, laboratori teatrali e musicali, proiezioni di film, presentazioni di libri e tante altre iniziative si vanno ad aggiungere a Zona Ntl, un’app scaricabile gratuitamente che consente di conoscere la bellezza e la storia artistica e culinaria di Forcella e di prenotare visite guidate all’insegna del turismo responsabile.

  • F.Pl – Femminile Plurale, associazione

Femminile plurale è un progetto a cura della Scena delle Donne, che organizza progetti di formazione, pedagogia e produzione teatrale rivolti alle donne residenti prevalentemente nel quartiere Forcella. Fin dalla sua nascita, la Scena delle Donne rivolge il suo sguardo critico verso l’universo femminile raccontandolo attraverso le arti sceniche. Dal 2007, opera a Forcella e proprio quell’anno ha curato al teatro Trianon Viviani il laboratorio teatrale Donne con la folla nel cuore.

Dal 2010 Femminile plurale, grazie alla volontà e alla cura di Alessandra Asuni e Marina Rippa, organizza a Piazza Forcella un laboratorio teatrale che coinvolge mamme, nonne, figlie e nipoti, dai trenta agli ottanta anni, scegliendo ogni anno un tema su cui lavorare.

  • Fiab Napoli Cicloverdi, associazione di promozione sociale

Nel 1986, un gruppo di ciclisti urbani e ciclo-escursionisti fonda a Napoli l’associazione Cicloverdi, il cui scopo è promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto semplice, economico ed ecologico. L’associazione aderisce alla Federazione italiana Ambiente e Bicicletta (Fiab) e, tramite questa, all’European cyclists’ federation (Ecf). Tutte le iniziative sono legate al mondo della bicicletta e alla promozione del suo uso nel tempo libero e come occasione di socializzazione tra appassionati. Oltre a offrire ai propri soci una rivista specializzata, Cicloverdi organizza ciclopasseggiate e cicloescursioni per conoscere e valorizzare gli aspetti ambientali, culturali e storici del territorio.

L’associazione organizza varie iniziative anche in collaborazione con l’associazione Annalisa Durante per promuovere l’uso della bici tra le nuove generazioni.

 

  • Manallart, associazione di promozione sociale

Nel 2017, un gruppo di giovani, formato da architetti, archeologi e storici dell’arte, ha fondato l’associazione Manallart, prendendo il nome da una tipica espressione partenopea per indicare che l’utenza può affidarsi nelle mani di professionisti.

Il fine dei promotori è la valorizzazione dei beni culturali, in particolare del complesso dell’Annunziata, dove organizza visite guidate, letture, laboratorî didattici e concerti per scoprire e vivere un importante luogo del quartiere, raccontando anche le storie dei personaggi che vi sono passati.

  • Meti, cooperativa sociale

Venti operatori attivi nell’ambito del sociale fondano nel 1997 la cooperativa METI, concentrando da subito la loro azione di aiuto e ascolto verso gli adolescenti e avviando una riflessione sulle tematiche del bullismo. Qualche anno dopo, svolgono attività anche destinate alle donne maltrattate o che vivono situazioni di disagio.

Nel 2004 il Comune di Napoli dà in gestione alla cooperativa una struttura sequestrata alla camorra a Forcella, che le offre la possibilità di essere maggiormente attiva all’interno della comunità. Il bene affidato, denominato la Bottega delle Meraviglie, diventa un luogo di aggregazione, in cui si organizzano attività di doposcuola, animazione e laboratorî teatrali per i minori tra i 6 ed i 15 anni.

  • ParteNapoli, associazione

L’associazione ParteNapoli, che opera nel cuore di Forcella, ha come obiettivo quello di rivalutare il patrimonio storico-artistico del territorio, in stretta collaborazione con altri enti, per favorire l’aggregazione sociale.

Formato da esperti dell’àmbito culturale e della comunicazione, il sodalizio svolgere le proprie attività prevalentemente nella chiesa di sant’Agrippino. In questo luogo di culto di epoca medievale ParteNapoli ha promosso varî interventi di manutenzione e cura e visite guidate nell’ipogeo.

  • Piccola orchestra di Forcella

Piccola orchestra di Forcella è un’iniziativa dell’Altra Napoli onlus nata nel settembre 2019. Il progetto coinvolge oltre quaranta bambini provenienti dal quartiere Forcella, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni, posti sotto la guida dei maestri senior di Sanitansamble e dei giovani maestri nati all’interno dell’orchestra della Sanità.

Anche nel periodo della pandemia di covid-19, il progetto non si è mai fermato e le lezioni sono continuate, insieme all’orchestra Sanitansamble, attraverso la didattica a distanza per mantenere vivo il rapporto con i giovani e proseguire la loro formazione musicale.

  • Samb e Diop, associazione

Samb e Diop è un’associazione culturale che, a titolo gratuito, negli spazî della chiesa rinascimentale di santa Maria del Rifugio, offre assistenza alla comunità straniera che vive a Napoli attraverso varie attività.

Principalmente organizza corsi di lingua italiana dedicati ai migranti in base al livello di conoscenza e svolge corsi di preparazione al conseguimento della licenza media, lingua inglese a livello base e cucito per la produzione di abiti con stoffe africane. Si aggiunge Avventura di Latta, progetto nato su idea del designer Riccardo Dalisi per un’officina di artigianato artistico. Lo spirito delle iniziative è creare una comunità di sinergie interculturali a Forcella, dove le differenze rappresentano una risorsa per crescere.

  • i Teatrini, associazione

L’associazione i Teatrini nasce nel 1991 ed è riconosciuta dal Mibact per la sua attività di produzione e promozione teatrale per le nuove generazioni.

La compagnia spesso lavora in collaborazione con altre realtà teatrali o che operano nel terzo settore e ha all’attivo l’allestimento di tanti spettacoli tratti da favole, che vedono il coinvolgimento di un vasto gruppo di artisti. Dal 2013 opera a Piazza Forcella curando progetti teatrali e sociali di ampio respiro per i giovani del quartiere attraverso laboratori, spettacoli e visite guidate. Per il Natale 2017, in collaborazione con la rete delle associazioni di Forcella, ha organizzato una rassegna di spettacoli in varî siti di valore storico-artistico per promuovere la cultura teatrale e far conoscere la storia del quartiere.

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