Teatro Trianon Viviani

Gianni Conte in Conte… un piano per Napoli

Conte… un piano per Napoli

RENZO ARBORE racconta GIANNI CONTE
accompagnato dalle opere di LELLO ESPOSITO

Teatro Trianon Viviani

GIANNI CONTE, voce e pianoforte
Alfredo Di Martino, fisarmonica

date

Mercoledì 10 Marzo
19.00
Venerdì 12 Marzo
16.00
Venerdì 12 Marzo
21.00
Martedì 16 Marzo
18.00

presentazione

RENZO ARBORE
« Gianni Conte è un cantante di voce, cioè ha una bella, potente, intonata e coinvolgente voce. Dei tanti cantanti di voce che ho sentito, alcuni non tengono conto di una cosa alla quale Gianni
Conte tiene invece moltissimo: l’espressione. Dice una vecchia canzone napoletana: “Ogne canzone tene ‘o riturnello, | ca è comme fosse ‘o pierno ‘e ogne canzone… | e, ca pe’ tanto è chiù azzeccuso e bello, | pe’ quanto chiù se ‘ntreccia ‘e ‘spressione” (Canzone a Chiarastella, di Salvatore Di Giacomo e Rodolfo Falvo). L’espressione è la cifra dello stile di Gianni Conte: pensare intensamente a quello che sta cantando e a chi sta cantando.
Infatti io, quando lo sento innumerevoli volte con la mia Orchestra italiana, mi meraviglio sempre per come sta cantando in maniera diversa, commossa e sentita la sua canzone. Quindi tanti auguri a Gianni Conte. Un abbraccio affettuosissimo dal suo amico Renzo Arbore. »

Conte… un piano per Napoli
In questo recital, Gianni Conte esprime tutta la sua grande passione per Napoli e per le sue melodie più emozionanti.
Una passione profonda che l’artista condivide con il pubblico attraverso la sua voce potente e profonda, accompagnato semplicemente da un pianoforte, o anche dalla fisarmonica di Alfredo Di Martino. Il suo è un racconto che non ha bisogno di parole narranti. La musica, l’espressione e l’atmosfera di disincanto fanno da “Cicerone”in un mondo che pare di fantasia, ma, in realtà, rappresenta il mondo reale e nobile della canzone napoletana.

L’artista ci farà riscoprire storie toccanti narrate in musica da grandi interpreti, viaggiando dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri.
 Nuttata ‘e sentimento (Alessandro Cassese – Giuseppe Capolongo)
 Marechiare (Salvatore Di Giacomo – Francesco Paolo Tosti)
 Don Raffae’ (Fabrizio De Andrè)
 Tutta pe’ me (Francesco Fiore – Gaetano Lama)
 Scapricciatiello (Pacifico Vento – Ferdinando Albano)
 Canzone appassiunata (E.A. Mario)
 Dicitencello vuje (Enzo Fusco – Rodolfo Falvo)
 Core napulitano (Umberto Martucci – Luigi Ricciardi)
 Guapparia (Libero Bovio – Rodolfo Falvo)
 Tu vuo fa’ l’americano (Nisa – Renato Carosone)
 Filume’ (Attilio Stellato – Gianni Conte)
 I’ te vurria vasa’ (Vincenzo Russo – Eduardo Di Capua, Alfredo Mazzucchi)
 Cu me (Enzo Gragnaniello)
 Napul’è (Pino Daniele)
 Simmo ‘e Napule… paisà… (Peppino Fiorelli – Nicola Valente)

LELLO ESPOSITO (Napoli, 1957), scultore e pittore, da oltre trent’anni pone al centro della sua ricerca il rapporto tra arte contemporanea e tradizione, attraverso la riflessione e la rielaborazione artistica dei simboli dell’immaginario culturale proprî della città di Napoli. Lello Esposito ama definirsi “artista di culto” in relazione alla sua personale ricerca e  sperimentazione che, nel corso del tempo, gli ha permesso di contribuire significativamente alla creazione di nuove forme interpretative e rappresentative delle icone tradizionali partenopee. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, e le sue opere figurano in diverse collezioni private e pubbliche nazionali e internazionali. Tra le principali personali quelle presso Centre Georges Pompidou, Parigi, 1994; Metropolitan Museum, Tokyo, 1996; Künstlerforum, Bonn, 1997; Istituto italiano di Cultura, Madrid 1997; Istituto italiano di Cultura, Berlino, 1998.

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